Istat: Confesercenti, “Conflitto frena la crescita e accelera i prezzi, possibile Pil in territorio negativo già nel secondo trimestre”

Segnali di stanchezza anche dal mercato del lavoro, fiducia a livelli Covid. Sì a interventi strutturali sull’energia, aumento dei tassi di interesse potrebbe essere esiziale per molte imprese

L’escalation del conflitto in Iran — e i conseguenti effetti su energia e carburanti — frena la crescita e spinge l’acceleratore sui prezzi, con l’inflazione tendenziale che sale di oltre un punto rispetto al mese precedente, nonostante gli interventi di calmierazione da parte del governo. In questo scenario, è possibile che il Pil entri in territorio negativo già nel secondo trimestre.

Così Confesercenti in una nota.

Grazie al buon andamento di gennaio e febbraio, nel primo trimestre 2026 l’economia italiana riesce ancora a mantenersi su una traiettoria di lieve crescita — secondo quanto rileva Istat — ma tutti gli indicatori segnalano un ripiegamento del ciclo economico a partire da marzo, con una forte caduta del clima di fiducia di famiglie e imprese, ai livelli del periodo Covid, e soprattutto una rilevante spinta al rialzo dei prezzi.

Anche il mercato del lavoro inizia a manifestare segnali di stanchezza: gli occupati registrano a marzo la seconda flessione consecutiva, con 41.000 posti in meno rispetto a gennaio. Il confronto fra il primo trimestre 2026 e il primo trimestre 2025 evidenzia crescita zero dell’occupazione. Prosegue il calo del tasso di disoccupazione (5,2% a marzo), ma ciò riflette il preoccupante assottigliamento della forza lavoro, diminuita di altre 51.000 unità a marzo e ora all’1,3% al di sotto del livello di marzo 2025.

Allo stesso tempo, i prezzi dell’energia continuano a salire: le quotazioni del petrolio superano quelle di fine marzo di oltre il 3%, con un aumento di quasi il 60% dall’inizio dell’anno; il gas segna +33%. Se lo shock energetico si protraesse, il Pil del secondo trimestre entrerebbe in territorio negativo, allontanando l’obiettivo di crescita dello 0,6% fissato nel Def e avvicinando la nostra stima di un aumento del Pil 2026 pari ad appena lo 0,3%.

In questo quadro sono urgenti interventi strutturali: prima di tutto la riduzione degli oneri in bolletta, per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori, i margini delle attività economiche e la domanda interna. Ma la partita non si gioca solo in Italia: anche l’Europa deve fare la sua parte, con misure coordinate per contenere lo shock energetico e sostenere la crescita. Un nuovo aumento dei tassi di interesse sarebbe invece un errore: toglierebbe spazio di manovra proprio quando imprese e famiglie ne hanno più bisogno, e potrebbe essere esiziale per molte attività.

 

L’articolo Istat: Confesercenti, “Conflitto frena la crescita e accelera i prezzi, possibile Pil in territorio negativo già nel secondo trimestre” proviene da Confesercenti Nazionale.

Condividi

DIVENTA SOCIO

Confesercenti è uno strumento importante ed incisivo di tutela e di crescita dell’imprenditoria. Il nostro obiettivo è instaurare un rapporto di fiducia con le imprese e le persone che le animano. Entrando in Confesercenti tutti gli imprenditori hanno a disposizione persone dedicate per fornire ogni utile supporto e ogni informazione. Unisciti a Confesercenti. Per informazioni vi invitiamo a contattare i nostri Uffici.
Confesercenti Milano
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.